LIKE TEARS IN THE RAIN

JonnyBoy si trova al centro di una scena caotica e affascinante, dove numerosi oggetti gravitano attorno a lui, sospinti da un vento forte e insistente. Sono oggetti della memoria, frammenti di un passato che si riaffaccia, ognuno con una storia unica e un’emozione radicata in esso. Gli oggetti si muovono e si scontrano in una danza tumultuosa, simili a pensieri che si affollano e si intrecciano nella mente. Il vento, che soffia incessante, porta con sé queste memorie emotive, come lacrime trasportate dall’aria, che vanno e vengono, talvolta sfuggenti come gocce di pioggia. In questo turbinio di ricordi, JonnyBoy rimane al centro, un punto fermo in un mondo in continuo movimento, testimone di emozioni che si dissolvono e riaffiorano.

WHERE IS JONNY?

JonnyBoy, avvolto in una tuta da astronauta, si trova su un pianeta sconosciuto, appena atterrato dopo un viaggio misterioso. Si guarda intorno, sorpreso e affascinato, mentre osserva un paesaggio surreale: pesci che volano liberi nel cielo, creando un contrasto incredibile con il suolo alieno sotto i suoi piedi. L’aria, stranamente, è respirabile, un dettaglio che rende il luogo ancora più enigmatico. In questo nuovo mondo, JonnyBoy sembra sospeso tra meraviglia e smarrimento, come se cercasse una risposta alla domanda implicita nel titolo dell’opera, Where is Jonny?, esplorando non solo lo spazio esterno, ma anche il confine tra realtà e immaginazione.

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